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Tutti a New York! O no?

Leggo sul sito Conflict of Laws, un sito specialistico per chi si occupa di diritto internazionale privato, che l’approvazione da parte del legislatore dello Stato di New York della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso avrà conseguenze finanziarie molto positive per le casse dello Stato. Il post, che è dell’amico – professore all’Università del Lussemburgo – Gilles Cuniberti, si trova qui.

Si calcola infatti che saranno 311 milioni i dollari che verranno incassati da New York grazie al convergere, nello Stato, di coppie gay e lesbiche desiderose di sposarsi: 3 milioni di compensi per le amministrazioni, 22 milioni di tasse di vendita, 283 milioni in proventi del turismo e 259mila dollari di pigioni per l’alloggio degli sposi e dei loro parenti. Approvare i matrimoni gay significa quindi più soldi.

Si prevede, inoltre, che saranno in 40.000 le coppie straniere che si recheranno a New York per sposarsi.

Ovviamente, è bene essere molto chiari sul punto: sposarsi a New York non implica nessun riconoscimento in Italia. Da noi per gli omosessuali non ci sono matrimoni, unioni civili e quant’altro. Niente. Qualche risultato utile potrà realizzarsi solo quando i casi giudiziari, instaurati in Italia da coppie coraggiose che sono andate a sposarsi all’estero, avranno avuto successo. Cioé solo quando si sarà riusciti a convincere un tribunale – con argomentazioni giuridiche che qui, per ora, vi risparmio – che le coppie di italiani omosessuali che si recano all’estero e tornano sposati meritano lo stesso trattamento di quelle eterosessuali sposate all’estero.

Prima di urlare allo scandalo per questa situazione, che non è certo nuova, bisognerebbe rendersi conto che nemmeno negli Stati Uniti, cioé in uno Stato molto avanzato sotto il profilo del pluralismo  delle soluzioni legislative e della mobilità delle persone, è possibile spostarsi da uno Stato all’altro solo per sposarsi e ottenere così diritti nello Stato di residenza. Per chiarire, se due cittadini del Wyoming vanno a New York a sposarsi ciò non significa che rientrati in Wyoming le autorità dello Stato li considerino sposati. Opera infatti il concetto di ordine pubblico, che impedisce a status e situazioni giuridiche createsi all’estero di produrre effetti nello Stato nel quale la coppia risiede stabilmente.

I diritti delle persone dovranno confrontarsi con l’ordine pubblico: in questo confronto, che sicuramente sarà molto duro, risiede la sfida del matrimonio same-sex.

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